Prosecco Doc Treviso

Con un sapore che rappresenta il perfetto equilibrio tra dolcezza e acidità, il Prosecco Treviso è una delle maggiori espressioni enologiche della regione veneta. Prodotto principalmente con uve Glera, questo tipo di Prosecco è uno dei vini più esportati nel mondo, poiché adatto ad ogni tipo di occasione e abbinabile con vari tipi di alimenti. Dal 2009 vanta la denominazione di origine Controllata, simbolo dell'eccellenza di questo vino con raccolta dell’uva, vinificazione e imbottigliamento esclusivamente nei comuni trevigiani.

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Treviso Prosecco: l'antica storia di questo tipo di Prosecco

Le antiche origini del Prosecco risalgono al 200 a.C., epoca che precede addirittura il periodo di colonizzazione dei Romani. In antichità era chiamato "Pucìno", prendendo il nome dalla località in cui veniva coltivato, nei pressi della provincia di Trieste. La sua produzione si spostò progressivamente a Treviso, in particolare nelle colline di Conegliano, Asolo e Valdobbiadene.

La prima testimonianza scritta che abbiamo del termine "Prosecco", che utilizziamo oggi per riferirci a questo fresco vino, è all'interno di un poemetto del XVIII secolo dell'autore Valeriano Canati, il quale cantava di un "melacromatico e perfetto Prosecco di Monteberico” (un colle della provincia vicentina). Importante fu anche l'impulso dell'Accademia di Conegliano, fondata nel 1769. Essa riuniva i migliori proprietari viticoli e intellettuali per curare tutti i vigneti, la qualità delle uve e della produzione stessa. Alcuni dei documenti dell'accademia citano anche il Prosecco, simbolo quindi di come parte dell'eccellenza maturata nel corso dei secoli sia anche merito dell'accademia coneglianese. Anni dopo, intorno alla seconda metà dell'Ottocento, grazie alla Società Enologica Trevigiana (sempre a Conegliano) il Prosecco non è più mescolato con altre varietà, ma viene finalmente coltivato in purezza. Quella è infatti una zona con una tradizione indissolubilmente legata al Prosecco, in cui viene prodotto da più di 300 anni.

Il consorzio che oggi tutela il patrimonio del Prosecco Treviso è il Consorzio di Tutela del vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco, che si occupa quindi non solo di monitorare la produzione e la qualità delle uve, ma anche di preservare e promuovere la ricchezza e versatilità di questo vino, in Italia e in tutto il mondo.

Le colline trevigiane, custodi del patrimonio del Prosecco Treviso DOC

La qualità del Prosecco Treviso è dovuta alle uve Glera, un vitigno noto fin dai tempi degli antichi romani. È un vitigno che produce grappoli lunghi e grandi, con acini giallo-dorati e tralci color nocciola. Tra le tecniche di coltivazione utilizzate ci sono: l'orientamento verticale dei germogli e l'eliminazione di quelli in soprannumero, insieme ad interventi di cimatura e legatura che hanno l'obiettivo di ottenere il microclima ideale per l'accumulo di sostanze aromatiche sull'acino. Insieme alle uve Glera possono essere utilizzate uve provenienti da altri vitigni collocati all'interno della zona di produzione DOC, fino a un massimo però del 15%. Vitigni quindi come Bianchetta Trevigiana, Chardonnay, Glera lunga, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Pinot e Pinot Nero e per finire Verdiso.

Prosecco DOC è quindi la denominazione ufficiale, alla quale viene accompagnato "Treviso" quando la raccolta dell'uva, la vinificazione e l'imbottigliamento avvengono esclusivamente all'interno della provincia trevigiana. Tra le colline di questa splendida zona troviamo ad esempio Conegliano e Valdobbiadene: il territorio collinare rende quasi impossibile il lavoro a macchina, la manodopera diventa così fondamentale in quest'area. All'anno si stima per ettaro un lavoro di circa 600 ore, ad esclusione della vendemmia. I vigneti sono coltivati e vendemmiati interamente a mano. La resa, per ettaro, è di 135 quintali. La conformazione del territorio e il clima sono gli elementi fondamentali che hanno permesso alle uve Glera di sviluppare dei caratteri organolettici tra i più unici. Dopo i mesi estivi le precipitazioni sono numerose, mentre poco prima della vendemmia (cioè dalla seconda metà di agosto fino a settembre) le escursioni termiche tra la notte e il giorno permettono una maggiore sintesi dei composti aromatici conferiti poi al vino finale. La collina permette in aggiunta il drenaggio dell'acqua piovana, evitando così ristagnamenti che sarebbero dannosi per la vite.

Le peculiarità del Prosecco Treviso e come abbinarlo

Il Prosecco di Treviso è un vino frizzante, caratterizzato da una particolare delicatezza e al tempo stesso da una grande personalità. Ha un corpo armonioso, vellutato e fresco. Dal colore giallo brillante, è impreziosito da leggeri riflessi verdolini e ha un perlage elegante e fine. Il colore particolare di questo vino è dovuto alla buccia dorata degli acini della Glera, utilizzata appunto come materia prima. Il bouquet è fruttato e aromatico, con note di mela verde che creano un perfetto equilibrio insieme al profumo floreale di glicine e fiori d'acacia. Ha un sapore contrassegnato da un bilanciamento ideale tra dolcezza e acidità, quest'ultima leggermente più marcata invece nella versione Brut del Prosecco Treviso.

Per quanto riguarda gli abbinamenti, questa tipologia di Prosecco è ottima da proporre come aperitivo, abbinato a stuzzichini e snack salati, oppure olive e crostini con paté di vario tipo. È spesso proposto in aggiunta ad antipasti di mare, vellutate di verdure e formaggi freschi e cremosi. Questo prosecco è infine indicato per primi e secondi a base di pesce, oppure risotti e taglieri di salumi.

Si consiglia infine di servirlo ad una temperatura di 8-10 °C in calici dallo stelo alto, in modo che la mano non possa scaldare il contenuto, e con una imboccatura abbastanza larga affinché il vino possa liberare tutti i suoi aromi. Il calice non va inoltre riempito oltre â…” della sua capienza.

Su Ferrowine puoi trovare il Prosecco prodotto dalle migliori aziende nel territorio trevigiano, come quello di Bortolomiol oppure quello Extra Dry di Serena Wines 1881.

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