Friulano “Vigneto Storico” Colli Orientali del Friuli Doc

  • Produttore: Gigante
  • Provenienza: Italia - Friuli VG
  • Tipologia Vino: Friulano
  • Gradazione: 14.5%
  • Note di degustazione: Vino bianco secco e intenso
  • Formato: 75 cl

ABBINAMENTI
  • - Antipasti di pesce saporiti
  • - Cucina etnica di pesce
  • - Molluschi saporiti
  • - Pesce con lisca alla griglia
  • - Primi piatti con salse di pesce
  • Prodotto singolo
    16,30 €
  • Confezione da 6 prodotti
    97,80 €
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  • Produttore: Gigante
  • Provenienza: Italia - Friuli VG
  • Tipologia Vino: Friulano
  • Gradazione: 14.5%
  • Note di degustazione: Vino bianco secco e intenso
  • Formato: 75 cl

ABBINAMENTI
  • - Antipasti di pesce saporiti
  • - Cucina etnica di pesce
  • - Molluschi saporiti
  • - Pesce con lisca alla griglia
  • - Primi piatti con salse di pesce

Approfondimento

Il principe dei vitigni a bacca bianca friulani, da sempre figlio di questa zona, da quando non si può più chiamare Tocai hanno scelto il nome Friulano come testimonianza del legame con queste terre. Studi avviati a Conegliano intorno agli anni ’70, hanno posto in evidenza diverse somiglianze con il vitigno Sauvignon, le analisi del DNA hanno rivelato che il vitigno Tocai friulano altro non era che il Sauvignonasse, vitigno presente nei vigneti del Bordolese, che arrivò in Friuli a metà dell’Ottocento, quando si iniziarono a coltivare i vitigni francesi nei vigneti friulani. Il Friulano è da sempre il vino dei friulani e del Friuli Venezia Giulia: chiedete un tajut e vi verrà offerto un bicchiere di Friulano. Vigneto storico dell’azienda con piante di oltre 75 anni di età, affinato in acciaio. Riflessi dorati, all’olfatto sprigiona fragranza di frutta gialla matura susina, melone, pera, agrumi canditi, polline, refoli salmastri. Di buon corpo, fresco, con sottile mineralità che si affaccia a echi fruttato-agrumati a distinguere la persistenza.

Gigante

Tutto iniziò negli anni 50, quando il nonno dell’attuale propietario, acquistò la casa e il vigneto nelle colline della Rocca Bernarda, così la famiglia si trasferì dalla piccola frazione di Vencò dove avevano un mulino, a Corno di Rosazzo, attuale sede dell’azienda agricola. Negli anni ‘80, successivamente all’acquisto di nuovi vigneti Adriano, figlio di Turo, prende il timone dell’azienda e propone al mercato le prime bottiglie scegliendo un pavone come marchio sull’etichetta. 

Il presidio produttivo si trova a Corno di Rosazzo, nella zona crù “Rocca Bernarda”, e comprende 25 ettari vitati, il suolo è composto da depositi sedimentatisi nel corso dei millenni che si presentano oggi come un’alternanza di strati, di marne, arenarie e flysch. Si tratta di rilievi di altitudine compresa tra i 100 e i 350 metri s.l.m., il cui profilo dei pendii è stato modellato con il lavoro di generazioni di viticoltori in gradoni e terrazze vitate. 

La proprietà oggi è condotta da Adriano e la moglie Giuliana coadiuvati dal cugino Ariedo che si occupa della parte enologica. I suoi vini sono caratterizzati dalla volontà di non volere intervenire molto con macerazioni spinte e affinamento in legno, per mantenere precise le caratteristiche del vitigno e non ultima cosa donando eleganza ai suoi bianchi, mettendo in risalto una caratteristica del suo territorio, la presenza massiccia di roccia nel suolo che dona ai bianchi sapidità, facilità di beva e freschezza, i bianchi quindi sono tutti affinati in acciaio, i rossi invece affinano anche loro in barriques usate, è molto contento delle ultime annate dei rossi, perchè con l’innalzamento del clima riescono ad arrivare a maturazione piena ed esprimersi al meglio.

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