La nostra selezione di Dal Maso Società Agricola
Il quadrante occidentale della provincia di Vicenza si delinea come un laboratorio pedogeologico di eccezionale complessità strutturale, dove la fisionomia dei suoli è determinata dall'incontro ravvicinato e antitetico tra il vulcanesimo alpino e la sedimentazione marina. A meridione il sistema dei Colli Berici rappresenta un'imponente dorsale interamente sedimentaria originatasi nel Paleogene dal sollevamento tettonico di una barriera corallina tropicale; la matrice pedologica è pertanto costituita da calcari nummulitici compatti, marne calcaree e una spessa frazione superficiale di argille rosse sature di ossidi di ferro e manganese. Muovendosi verso nord-ovest, oltre la spaccatura alluvionale della pianura, il profilo vira bruscamente verso i comprensori di Gambellara e dei Monti Lessini, le cui genesi testimoniano un'attività vulcanica fessurale sottomarina e subaerea massiva. A Gambellara i suoli sono il risultato della disgregazione di colate di lave basaltiche nere e tufi grigiastri ricchi di potassio e magnesio stabili, mentre sui Lessini le stratificazioni magmatiche si mescolano a formazioni calcaree e selci. Si definisce in questo modo un sistema di corrispondenze e contrasti: da un lato la calda densità fenolica, la struttura e la rotondità impresse dalle argille calcaree dei Berici, dall'altro l'austera e verticale salinità minerale, affilata e citrina, estratta dalle radici affondate nei basalti puri di Gambellara e nelle fredde pendenze basaltico-calcaree dei Lessini.
In questo dinamico scenario di transizione pedologica si sviluppa l'evoluzione storica della cantina Dal Maso, fondata alla fine dell'Ottocento da Serafino Dal Maso e oggi guidata dal rigore esecutivo di Nicola insieme alle sorelle Silvia e Anna. La tenuta ha strutturato la propria fisionomia produttiva attraverso una frammentazione parcellare mirata su circa trenta ettari di proprietà, presidiando con precisione le sottozone d'eccellenza di ciascuno di questi tre distretti. Il baricentro agronomico si ripartisce così tra le storiche pergole di Gambellara, i vigneti d'alta quota esposti ai venti freddi nei Monti Lessini e i versanti argilloso-calcarei dei Colli Berici, nello specifico nel comune di Lonigo. Il pilastro della filosofia in vigna risiede nella salvaguardia biologica dei suoli, attuata tramite un severo protocollo che bandisce diserbanti e molecole chimiche di sintesi in favore di un inerbimento spontaneo totale e permanente. Questa pratica stimola la biodiversità del sotto suolo e induce una calibrata competizione idrica che costringe gli apparati radicali della Durella, della Garganega e del Tai Rosso a penetrare in profondità nelle rispettive fessurazioni rocciose. Le rese per ceppo sono mantenute drasticamente basse attraverso potature invernali precise e mirati diradamenti estivi, garantendo acini sani e dotati di un'altissima fedeltà estrattiva verso il proprio micro-terroir.
La condotta enologica in cantina adotta un duplice binario esecutivo per assecondare la spiccata acidità delle varietà a bacca bianca e la fittezza tannica dei rossi dei Berici, limitando al minimo gli interventi e calibrando l'uso di acciaio, cemento e legni esausti. Lo spettro dei bianchi e delle bollicine trova il proprio vertice verticale nel Lessini Durello Metodo Classico Cuvée Serafino, che prende il nome dal fondatore dell'azienda, dove la sosta sui lieviti per oltre trentasei mesi ammortizza l'intransigente acidità malica del vitigno Durella senza scalfirne l'affilata impronta minerale e marina. La denominazione Gambellara viene invece raccontata attraverso il Riva del Molino, una Garganega in purezza vinificata solo in acciaio per esaltare le note varietali di mandorla bianca e la scia fumé del basalto, e culmina nel Recioto di Gambellara, storica interpretazione passita dove l'appassimento nel fruttaio concentra gli zuccheri conservando una vibrante freschezza citrina. Sul fronte opposto dei Colli Berici, la cantina esprime una solida vocazione per i rossi da lungo affinamento: il Cabernet ed il Merlot Casara Roveri delineano strutture dense, con speziature aristocratiche e di grande precisione aromatica derivante dai suoli argillosi. Il vero centro identitario del progetto Berici si compie tuttavia nella valorizzazione del Tai Rosso, vitigno autoctono geneticamente affine alla Grenache, che la famiglia Dal Maso declina in tre interpretazioni stilistiche distinte: una versione d'ingresso fresca e vinificata solo in acciaio, focalizzata sulla croccantezza del frutto rosso e del pepe bianco; una selezione più strutturata e complessa affinata in legno che ne esplora la densità fenolica e la finezza tannica; e infine un'interpretazione da uve parzialmente appassite, monumentale ed ematica, capace di proiettare la varietà verso una straordinaria longevità palatale.