La nostra selezione di Azienda Agricola I Scriani
Il mosaico vitivinicolo della provincia di Verona è l'esito di una complessa convergenza di dinamiche tettoniche, vulcaniche e glaciali che hanno generato distinte matrici pedologiche nel raggio di pochi chilometri. Il nucleo settentrionale della Valpolicella Classica trae origine dal sollevamento dei fondali marini secondari e dalle successive erosioni fluviali del Quaternario; in questo settore le valli presentano suoli composti da calcari marnosi ed eocenici, alternati a depositi di flysch ricchi di scheletro calcareo. Tuttavia, la complessa tettonica dell'area include localizzate ma significative infiltrazioni magmatiche paleogeniche, che determinano la presenza di affioramenti di rocce di origine vulcanica, specificamente tufi basici e basalti disgregati, capaci di infondere una spiccata sapidità ferrosa in determinati versanti collinari. Muovendosi verso oriente, il paesaggio transita bruscamente verso il distretto del Soave, dove l'orogenesi è interamente dominata da quel vulcanesimo sottomarino che ha stratificato in modo massivo lave basaltiche scure, tufi e ialoclastiti sature di microelementi minerali. All'estremità occidentale, l'interazione con il bacino del lago di Garda modifica radicalmente la tessitura del suolo: l'area della Lugana si sviluppa su una pianura di origine interamente lacustre, caratterizzata da argille finissime, dense e compatte, ricche di sali di calcio e sedimentate durante il ritiro dei grandi ghiacciai alpini. Questa spinta glaciale ha modellato infine, sul margine meridionale del lago, la zona del Custoza, dove il territorio è costituito da un anfiteatro di colline moreniche strutturate da cordoni di ciottoli, ghiaie e limi sciolti ad alta concentrazione carbonatica, che garantiscono un drenaggio idrico ottimale e un profilo termico costantemente ventilato.
In questo articolato mosaico geologico si inserisce lo sviluppo storico de I Scriani, una realtà che ha saputo evolversi da azienda agricola a conduzione strettamente familiare fino a diventare interprete trasversale delle diverse sotto-zone veronesi sotto la guida di Stefano Cottini. Il baricentro agronomico della tenuta risiede storicamente nel comune di Fumane, nel cuore della Valpolicella Classica, dove i vigneti di proprietà insistono su pendenze elevate e sono sostenuti dalle tradizionali marogne, i muretti a secco che stabilizzano i versanti e ottimizzano l'intercettazione della radiazione solare. Consapevole delle potenzialità dei diversi terroir provinciali, la famiglia ha avviato nel tempo una diversificazione parcellare strategica, acquisendo vigneti d'eccellenza in aree emblematiche. Questa espansione include le terre vulcaniche di Monteforte d'Alpone per la coltivazione della Garganega destinata al Soave, le colline moreniche di Sona per intercettare la freschezza varietale del Custoza, e infine i terreni pianeggianti e fortemente argillosi di Desenzano del Garda, dedicati alla produzione della Turbiana. Il protocollo agronomico applicato in ciascun sito esclude interventi chimici invasivi e promuove una gestione mirata dell'inerbimento e delle potature, costringendo gli apparati radicali a esplorare gli strati profondi del suolo per garantire l'autoregolazione produttiva della pianta.
La condotta enologica in cantina adotta un duplice binario esecutivo, separando la vinificazione dinamica e protettiva dei bianchi gardesani e vulcanici dalla gestione artigianale e monumentale delle uve rosse sottoposte ad appassimento. Il fruttaio rappresenta il centro nevralgico per la valorizzazione della triade composta da Corvina, Corvinone e Rondinella, selezionate manualmente e disidratate per un periodo che oscilla tra i cento e i centoventi giorni in condizioni di ventilazione controllata. Al termine di questa metamorfosi biochimica, le uve destinate all'Amarone della Valpolicella Classico affrontano macerazioni lente e statiche in acciaio, seguite da lunghi affinamenti in grandi botti di rovere di Slavonia e barrique, volti a preservare la nitidezza del frutto scuro e le spezie. Nel caso dell'Amarone della Valpolicella Classico Riserva, la sosta in legno si protrae ulteriormente per esaltare la complessità terziaria, la stabilità ossidativa e una trama tannica setosa e profonda. La massima espressione storica del fruttaio si compie nel Recioto della Valpolicella Classico, dove l'arresto spontaneo della fermentazione conserva un residuo zuccherino naturale integrato da una solida spalla acida. Un posto di rilievo nella produzione è occupato dal Carpané, un vino da uve Corvina in purezza che subisce un parziale e calibrato appassimento prima del passaggio in legno; questa etichetta isola il carattere più verticale ed ematico del vitigno, offrendo un sorso denso di marasca e pepe nero, capace di sintetizzare la filosofia esecutiva aziendale su una produzione complessiva che si attesta attorno alle 100000 bottiglie annue.