La nostra selezione di Inama Azienda Agricola

Il quadrante pedoclimatico del Veneto occidentale è caratterizzato da un dualismo geologico di straordinaria complessità, dove nel raggio di pochissimi chilometri si contrappongono due matrici pedologiche antitetiche originate da dinamiche ancestrali distinte. A settentrione il comprensorio del Soave Classico è il risultato di un'intensa attività vulcanica sottomarina sviluppatasi durante l'Eocene all'interno dell'antico oceano della Tetide. Le ripetute eruzioni di frattura riversarono sul fondale marino colate di lava basaltica fluida, ceneri e scorie che, subendo un repentino raffreddamento a contatto con l'acqua, generarono rocce scure, tufi e ialoclastiti sature di minerali quali potassio, ferro e magnesio. Poco più a sud, separato dalla pianura alluvionale, il sistema collinare dei Colli Berici rappresenta un'antitesi geologica assoluta di matrice interamente sedimentaria. Questo rilievo si è originato nel corso del Paleogene dal sollevamento tettonico di una monumentale barriera corallina tropicale; il suolo è pertanto composto da calcari nummulitici compatti, marne calcaree e un'importante frazione superficiale di argille rosse ricche di ossidi di ferro. Si definisce così un contrasto profondo: da un lato l'austera verticalità minerale dei suoli vulcanici neri di Soave, dall'altro la calda densità fenolica e strutturale impressa dai depositi calcareo-argillosi dei Berici.

In questo contesto di transizione geologica si sviluppa la parabola storica e agronomica della cantina Inama, fondata negli anni sessanta da Giuseppe Inama e oggi condotta da Stefano insieme ai figli Matteo, Alessio e Luca. La tenuta ha strutturato una doppia identità territoriale, parcellizzando i propri vigneti sia sulle creste basaltiche del Soave Classico sia nei passaggi collinari più vocati dei Colli Berici. Il pilastro fondante della filosofia aziendale risiede nella ricerca di una naturalità assoluta dei suoli, gestiti attraverso un protocollo agronomico che esclude categoricamente l'utilizzo di diserbanti, insetticidi e molecole chimiche di sintesi. La terra viene lavorata assecondando l'inerbimento spontaneo permanente dei filari, una pratica essenziale per stimolare la biodiversità microbica del terreno, favorire la formazione di humus naturale e prevenire il compattamento del suolo. Questo approccio agronomico integrato induce una moderata competizione idrica che costringe gli apparati radicali delle vecchie vigne a scendere in profondità, perforando i blocchi di basalto disgregato a Soave e colonizzando le fessurazioni calcaree nei Berici. Le piante, stabilizzate dal punto di vista nutrizionale, regolano autonomamente la propria resa produttiva, offrendo grappoli perfettamente sani e caratterizzati da un'altissima fedeltà espressiva verso il rispettivo substrato minerale.

La condotta enologica in cantina è improntata a un minimalismo estrattivo volto a preservare l'integrità del frutto e la nitidezza dei singoli terroir attraverso l'uso calibrato di cemento, acciaio e legni esausti. La produzione dei bianchi descrive capillarmente la sfaccettatura del Soave Classico: accanto alla versione d'ingresso, definita da freschezza e beva immediata, spiccano i due Cru aziendali. Il Vigneti di Foscarino rappresenta l'interpretazione classica e monumentale, fermentato in barrique usate con svolgimento della fermentazione malolattica per sviluppare grassezza, volume e note terziarie di mandorla e zafferano, mentre il Carbonare viene vinificato esclusivamente in acciaio e cemento per esaltare l'anima più affilata, verticale e fumé del puro basalto nero. Al di fuori della denominazione, il Sauvignon Vulcaia rompe gli schemi tradizionali, dimostrando la straordinaria forza interpretativa del vitigno internazionale coltivato su suoli vulcanici fin dagli anni ottanta. Sul fronte dei Colli Berici, la cantina esprime una spiccata vocazione per i rossi di grande fittezza tannica: il Campo del Lago delinea un Merlot parcellare di vibrante freschezza e precisione aromatica, mentre il Bradisismo fonde la struttura del Cabernet Sauvignon alla speziatura del Carmenere. Proprio intorno a questa varietà si concentra il progetto più ambizioso e identitario di Inama nei Colli Berici; questo vitigno storico, a lungo confuso con il Cabernet Franc, ha trovato nelle argille rosse calcaree dei Berici una dimora d'elezione, dando vita a vini di monumentale densità espressiva, come Carmenere Più ed Oratorio di San Lorenzo, capaci di coniugare note ematiche, pepe nero e piccoli frutti scuri in una persistenza palatale aristocratica.

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