La nostra selezione di Lindores Abbey Distillery

Nel rigido alveo normativo che governa lo Scotch Whisky, la classificazione delle aree produttive protegge precise identità regionali, all'interno delle quali il territorio delle Lowland si delinea storicamente attraverso i tratti della delicatezza, della freschezza e di una spiccata secchezza aromatica. Questa vasta area geografica, che occupa la porzione meridionale della Scozia, trova la propria delimitazione settentrionale in una rigorosa linea di demarcazione che unisce idealmente il Firth of Clyde a ovest con il Firth of Tay a est, intercettando i rilievi di Earl's Seat e i corsi dei fiumi Earn e Tay. Più che un semplice confine geografico, questa traccia rappresenta una storica linea di faglia geopolitica e fiscale codificata dal Wash Act del 1784. Il legislatore britannico impose infatti una netta separazione doganale tra le Highlands e le Lowlands: se alle prime fu concessa un'aliquota ridotta per arginare la piaga della distillazione clandestina, vincolando tuttavia la produzione a microscopici alambicchi da trenta galloni e vietando l'esportazione del liquido oltre i confini del distretto, nei territori meridionali la tassazione venne applicata direttamente sul volume della capacità della vasca di fermentazione, chiamata wash. Questo severo regime fiscale spinse i distillatori delle Lowland a esasperare la velocità dei processi estrattivi, sacrificando la qualità sull'altare di una distillazione frenetica e massiva, utile a massimizzare i profitti prima che scattasse il prelievo tributario. Una dinamica industriale spietata che penalizzò la reputazione della regione nel corso del XVIII e XIX secolo, relegando vasti volumi di alcol alla rettificazione per la produzione di London Gin o, successivamente, alla miscelazione nei grandi blended whisky dominanti nel Novecento.

Il definitivo collasso di questo tessuto produttivo, accelerato dagli eventi della Prima Guerra Mondiale e dal Proibizionismo americano, ridusse le Lowland a un deserto distillatorio presidiato da pochissime realtà superstiti. Tuttavia, il rinnovato rinascimento globale del Single Malt sul finire del XX secolo ha innescato una profonda controrivoluzione culturale, gettando le basi per la rinascita di questo areale. È in questo scenario di riscatto identitario che si colloca la fondazione della Lindores Abbey Distillery a Newburgh, nella storica penisola di Fife, a sud del Firth of Tay. Inaugurata ufficialmente nel 2017, la ditta non si configura come una semplice nuova attività contemporanea, bensì come il monumentale ricongiungimento con la culla spirituale dello Scotch Whisky. È qui, tra le rovine del complesso monastico tironense del XIII secolo adiacente all'attuale impianto, che le cronache regie degli Exchequer Rolls del 1494 registrano la prima, antichissima, testimonianza scritta di distillazione in terra scozzese, formalizzata nell'ordine impartito a frate John Cor di produrre l'Aqua Vitae per re Giacomo IV, partendo da otto brough, circa 500 chilogrammi, di malto d'orzo.

Coerentemente con questa eredità millenaria, l'architettura della distilleria riflette la sobria sacralità delle strutture monastiche originarie, impiegando pietra locale della cava di Clatchard e legni provenienti dalle foreste di Denmylne. Il medesimo rigore territoriale governa l'approvvigionamento delle materie prime: l'acqua viene attinta direttamente da una falda sotterranea profonda tramite trivellazioni dedicate, mentre l'orzo, appartenente alla varietà Laureate, viene coltivato esclusivamente all'interno delle aziende agricole della regione del Fife i cui campi circondano la distilleria e che un tempo costituivano le antiche terre di proprietà dell'abbazia. Il processo produttivo si articola all'interno di quattro washback in legno, dove le fermentazioni si prolungano per tre o quattro giorni, cadenzate da regolari interventi di bagnatura della schiuma volti ad alleggerire la massa liquida; una manipolazione operata attualmente con ceppi di lievito selezionati, in attesa che una collaborazione accademica isoli le colture originarie del XV secolo. L'apparato di distillazione devia dalla prassi industriale attraverso un'ingegnosa geometria: un grande wash still dialoga con due spirit still, affiancati da un quarto, piccolo alambicco, specificamente concepito per la ridistillazione isolata delle teste del primo passaggio, impedendone il canonico reinserimento nel ciclo successivo per garantire una purezza cristallina al new make. Questa precisione prosegue nella fase di maturazione, guidata all'interno di un magazzino parzialmente riscaldato che consente di governare l'interazione tra l'ossigeno, il legno e il liquido, il quale riposa in una selezione di botti ex-Bourbon, ex-Sherry e nei fusti STR, acronimo di Shaved, Toasted and Re-charred, che indica dei contenitori esausti rigenerati previa levigatura, tostatura e carbonizzazione, capaci, da soli oppure in assemblaggio, di consegnare al tempo un Single Malt di straordinario spessore storico e precisione strutturale.

Et per liberacionem factam fratri Johanni Cor per preceptum compotorum rotulatoris, ut asserit, de mandato domini regis ad faciendum aquavite infra hoc compotum, VIII bolle brasii. Exchequer Rolls

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