La nostra selezione di Zenato Azienda Vitivinicola

Il mosaico vitivinicolo della provincia di Verona è l'esito di una complessa convergenza di dinamiche tettoniche, vulcaniche e glaciali che hanno generato distinte matrici pedologiche nel raggio di pochi chilomenti. Il nucleo settentrionale della Valpolicella Classica trae origine dal sollevamento dei fondali marini secondari, dove le valli presentano calcari marnosi alternati a depositi di flysch ricchi di scheletro, interrotti da localizzate infiltrazioni magmatiche paleogeniche di tufi basici. Spostandosi verso occidente, l'orografia viene radicalmente ridefinita dal monumentale anfiteatro morenico del Lago di Garda, la cui imponente spinta glaciale pleistocenica e il successivo ritiro hanno modellato la tessitura dei suoli circostanti attraverso dinamiche differenziate. Lungo la sponda orientale del bacino, la decelerazione del ghiacciaio ha originato il distretto di Bardolino, caratterizzato da depositi fluvioglaciali terrigeni dove il terreno si presenta come un mosaico di ciottoli, ghiaie e sabbie sciolte, fortemente esposto alle benefiche correnti termiche lacustri. Più a sud, sul margine meridionale del lago, questa medesima forza convettiva ha modellato la zona del Custoza, dove il territorio si struttura in un anfiteatro di colline moreniche costituite da cordoni di ciottoli, ghiaie e limi sciolti ad alta concentrazione carbonatica, capaci di garantire un drenaggio idrico ottimale e un profilo termico costantemente ventilato. Infine, l'interazione con il fondo del bacino lacustre ha originato la pianura della Lugana; qui il definitivo ritiro dei grandi ghiacciai alpini ha lasciato spazio a una sedimentazione interamente lacustre, contraddistinta da argille finissime, dense, compatte e ricche di sali di calcio.

In questo articolato mosaico geologico si inserisce la storia dell'Azienda Zenato, realtà fondata nel 1960 dalla visione e dall'intraprendenza di Sergio Zenato e oggi guidata dalla moglie Carla insieme ai figli Alberto e Nadia. La tenuta ha saputo strutturare una duplice e complementare anima produttiva, parcellizzando i propri vigneti nei due distretti più vocati e antitetici della provincia. Il fulcro originario sorge sulla sponda meridionale del lago di Garda, a Peschiera, nella zona di San Benedetto di Lugana, dove le tenute storiche Santa Cristina e Podere Massoni insistono su quei terreni pianeggianti costituiti da argille calcaree finissime e compattate. A questa profonda radice bianca si affianca, a partire dagli anni novanta, l'acquisizione della tenuta Costalunga a Sant'Ambrogio di Valpolicella, un corpo vitato compatto situato nella sottozona Classica, dove i filari poggiano su suoli ripidi, ricchi di scheletro calcareo e marne. La condotta agronomica applicata nei diversi corpi aziendali esclude interventi forzati, orientandosi verso una gestione mirata delle alte densità d'impianto e un inerbimento spontaneo permanente che protegge l'equilibrio biologico dei suoli. Attraverso potature invernali severe e una rigorosa selezione clonale della Turbiana sul Garda e delle varietà Corvina, Corvinone e Rondinella in Valpolicella, l'azienda persegue una maturazione fenolica ottimale, culminante in vendemmie interamente manuali destinate a preservare l'assoluta integrità del frutto.

La condotta esecutiva in cantina bilancia con precisione la vinificazione protettiva in bianco con l'artigianale monumentalità dei rossi sottoposti ad appassimento. Il vitigno Turbiana esprime la sua massima attitudine all'invecchiamento nel Lugana Riserva Sergio Zenato, fermentato e affinato parzialmente in grandi botti di rovere, che si distingue per una texture densa, note di agrume maturo, zafferano e una vibrante tensione sapida. A poca distanza, il progetto interamente al femminile di Sansonina ridefinisce i confini espressivi della denominazione attraverso una sperimentazione radicale sulla Turbiana: nel Lugana esclude l'utilizzo di lieviti selezionati, affidandosi esclusivamente a fermentazioni spontanee condotte dai lieviti indigeni della vigna, combinate a brevi macerazioni pellicolari. Questo protocollo ancestrale e rigoroso restituisce un bianco fuori dagli schemi, di straordinaria fittezza estrattiva, volume e complessità, affiancato nella medesima tenuta da un Merlot in purezza che esplora il potenziale delle argille gardesane applicate ai vitigni internazionali. Sul versante dei rossi della Valpolicella Classica, il fruttaio di Sant'Ambrogio ospita i grappoli per oltre cento giorni di lento appassimento prima della macerazione e del lungo riposo in grandi botti di rovere di Slavonia. Questo rigore esecutivo definisce l'Amarone della Valpolicella Classico e la monumentale selezione dell'Amarone Riserva Sergio Zenato, un'etichetta prodotta solo nelle annate eccezionali, austera, ematica e dal sorso profondo, capace di evolvere per decenni. Lo studio monovarietale sul vitigno principe del territorio si concretizza invece nel Cresasso, una Corvina in purezza parcellare affinata in barrique che isola l'anima più verticale, balsamica e speziata della varietà. A completare l'architettura aziendale si colloca la Ripassa, il Valpolicella Ripasso Superiore della casa, una referenza dal profondo valore storico; Sergio Zenato fu infatti tra i pionieri assoluti nel recuperare e codificare l'antica pratica del ripassare il vino Valpolicella d'annata sulle vinacce ancora umide e ricche di zuccheri dell'Amarone, registrandone originariamente il marchio e contribuendo in modo determinante alla rinascita e al successivo riconoscimento istituzionale di questa intera tipologia enologica.

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