La nostra selezione di Château de Laubade

All'interno del quadrante sud-occidentale della Francia, compresso tra la barriera dei Pirenei, la vastità della foresta delle Landes e le sferzate oceaniche dell'Atlantico, la Guascogna si delinea storicamente non come una semplice provincia, ma come un territorio fiero, aspro e dominato da una natura rurale refrattaria alle standardizzazioni. È in questo scenario di radicate tradizioni agronomiche che prende forma la cultura dell'Armagnac, la più antica acquavite di Francia, la cui identità si fonda su un tormentato mosaico pedoclimatico protetto da precise delimitazioni geografiche. Il distretto si articola in tre areali profondamente differenziati sotto il profilo geologico, le cui sfumature si riflettono direttamente sul carattere delle acquaviti: a est, l'Haut-Armagnac si sviluppa su colline dominate da matrici gessose e calcaree che imprimono tratti di rustica durezza; al centro, l'Armagnac-Ténarèze si stabilizza su suoli marnosi, pesanti e compatti che richiedono tempi biblici di maturazione per smussare le spigolosità del distillato; a ovest, infine, il territorio del Bas-Armagnac si caratterizza per la presenza esclusiva delle sables fauves, sabbie finissime di origine marina ricche di sedimenti quarzosi e ossidi di ferro che tingono i profili collinari di un caldo colore ocra-ruggine, intervallate da frazioni silico-argillose chiamate boulbènes. Questo suolo sciolto, acido e drenante, combinato con un microclima protetto ma costantemente ventilato, impone alle radici delle viti uno sforzo estrattivo profondo, trasferendo ai vini di base una spiccata acidità e una ricchezza in precursori aromatici che si riveleranno fondamentali per la successiva evoluzione del liquido.

Questa matrice geologica trova la sua naturale codificazione in un disciplinare produttivo e in tecniche estrattive ancestrali che ne definiscono il profilo sensoriale peculiare. Il processo poggia sulla vinificazione, spesso parcellare, condotta rigorosamente senza l'ausilio di anidride solforosa al fine di evitare la genesi di composti solforati e molecole termolabili che comprometterebbero la pulizia aromatica del distillato. Questa scelta permette anche di preservare la purezza della massa fermentativa e l'integrità dei quattro vitigni permessi: l'Ugni Blanc, pilastro strutturale che apporta una solida spina acida; il Colombard, votato a vibrazioni speziate e fruttate; la delicata ed esigente Folle Blanche, capace di infondere finezza floreale; e il Baco Blanc, un antico ibrido nato dall'incrocio tra Folle Blanche e Noah, che rappresenta un'eccezione unica nei disciplinari delle Appellations francesi per la sua straordinaria capacità di conferire grassezza, ampiezza e una densità strutturale specificamente adatta a sfidare i decenni. Terminata la fermentazione, il vino affronta il momento cruciale della distillazione tra novembre e gennaio all'interno di un alambicco continuo, l'alambic armagnacais. Questo apparato di rame, storicamente alimentato a legna, opera secondo un principio a flusso ininterrotto: il vino freddo scende lentamente attraverso una colonna intercettando in controcorrente i vapori caldi dell'alcol che risalgono dai piatti inferiori. Questo dinamismo permette di condensare un'acquavite a una gradazione compresa tra il 50% e il 60%, garantendo la permanenza nel distillato di una percentuale elevatissima di oli essenziali e composti aromatici che richiedono un lungo affinamento, protetto dal legno per raggiungere il perfetto equilibrio espressivo.

È in questo alveo di assoluto purismo che si innesta, a partire dal 1870, la vicenda storica di Château de Laubade a Sorbets, nel cuore della transizione pedologica del Bas-Armagnac. Fondata da Joseph Noulens e guidata dal 1974 dalla famiglia Lesgourgues, giunta oggi alla terza generazione con Arnaud e Denis, la tenuta rappresenta la più vasta proprietà della denominazione coltivata in un corpo unico di 105 ettari. Laubade scardina le logiche dell'industria standardizzata gestendo l'intera filiera in totale autonomia, secondo i canoni di un'agricoltura integrata in cui la vitalità dei suoli è stimolata dalla concimazione naturale prodotta da un gregge stanziale di seicento pecore. La ditta custodisce nei propri magazzini oltre tremila pièces da 400 litri, fabbricate direttamente dai bottai locali utilizzando il legno di Chêne de Gascogne, ossia la quercia guascone, proveniente dai boschi di proprietà della tenuta; un legno denso di tannini e lignina che cede al liquido un colore ambrato profondo e uno spettro terziario opulento, caratterizzato da note di frutta secca, prugna cotta, tabacco e cuoio. Questa dedizione artigianale si manifesta nella monumentale collezione di millésimes aziendali: nei rilasci storici risalenti alla prima metà del Novecento, il prodotto recava in etichetta la sola dicitura generica Armagnac, testimonianza di un'era precedente alla ratifica burocratica delle sottozone avvenuta con il decreto del 1936, mentre la produzione contemporanea rivendica con orgoglio la provenienza parcellare, indicando sistematicamente sul retro della bottiglia la data di imbottigliamento per certificare l'esatta durata del matrimonio silenzioso tra il distillato e il legno della Guascogna.

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Elenco dei prodotti per la marca Château de Laubade

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