La nostra selezione di Hendrick's Gin
Nella seconda metà dell'Ottocento, nel cuore pulsante dell'Inghilterra Vittoriana, le spezierie e i laboratori farmaceutici non erano semplici luoghi di cura, ma veri e propri teatri di alchimia vegetale, esplorazione geografica e curiosità scientifica. I farmacisti dell'epoca, circondati da imponenti arredi in mogano, bilance di precisione in ottone e polverosi volumi di botanica medica, passavano le giornate a distillare radici, cortecce, fiori e bacche provenienti dagli angoli più remoti dell'Impero. Ogni scaffale ospitava vasi in porcellana colmi di spezie esotiche, resine aromatiche e semi sconosciuti, importati grazie alle grandi rotte commerciali oceaniche. In un'epoca profondamente affascinata dall'esotismo, dal collezionismo e dalle bizzarrie della scienza, l'estrazione degli oli essenziali era considerata una disciplina a metà tra il rigore della chimica e la magia della profumeria. Gli speziali non cercavano solo rimedi capaci di lenire i mali del corpo, ma veri e propri elisir e tonici rinfrescanti che potessero rinvigorire lo spirito e compiacere i sensi di una società urbana in rapida trasformazione. Il cuore di questa attività risiedeva nel processo di distillazione ed estrazione idroalcolica, dove le piante venivano macerate e riscaldate lentamente per catturarne l'essenza più pura. Una volta ottenute, queste delicate preparazioni vegetali venivano meticolosamente custodite all'interno di boccette in vetro scuro opaco, ambrato o verde cobalto: una scelta tecnica cruciale e d'avanguardia per l'epoca, indispensabile per proteggere i composti organici dagli effetti degradanti della luce solare, che ne avrebbe alterato irrimediabilmente il profumo e le proprietà. All'interno di questi laboratori dall'atmosfera sospesa e misteriosa, la natura non veniva semplicemente studiata, ma sezionata, interpretata e ricomposta attraverso un approccio sartoriale e visionario, gettando le basi per una sapienza erboristica capace di superare il tempo e di trasformare gli elementi più rari della terra in autentiche opere d'arte liquide.
È precisamente in questo solco, sospeso tra l'erboristeria d'avanguardia e il collezionismo visionario, che si inserisce la figura di Lesley Gracie, Master Distiller e moderna alchimista del panorama contemporaneo. All'interno del Gin Palace di Girvan, in Scozia, la sua figura incarna perfettamente lo spirito degli antichi speziali, traducendo la più pura intuizione sensoriale in precisione scientifica. Il segreto del suo operato risiede nella padronanza tecnica di due alambicchi in rame radicalmente diversi, la cui unione dà vita a un blend altrimenti impossibile. Il primo è il Bennett Still, risalente al 1860, un sistema a riscaldamento diretto in cui le botaniche vengono immerse e lasciate macerare nell'alcol per ben ventiquattro ore prima della bollitura; questo processo estrae le note più profonde, ricche, oleose e intensamente aromatiche della materia prima. Al polo opposto si colloca il Carter-Head Still del 1948, un impianto dove le botaniche non vengono macerate ma attraversate dai vapori d'alcol quando questi attraversano un apposito cestello forato sospeso nel collo dell'alambicco in cui le stesse sono poste. Questo metodo di distillazione a vapore cattura esclusivamente le frazioni volatili più eteree, restituendo un distillato incredibilmente leggero, floreale, fresco e delicato. È solo attraverso il matrimonio tra la robustezza strutturale del Bennett e l'elegante finezza del Carter-Head che prende forma l'ossatura liquida di Hendrick's, un profilo privo delle spigolosità terrose dei classici London Dry.
Una volta ottenuta questa sofisticata architettura, l'atto alchemico definitivo si compie attraverso un'infusione finale che scardina l'ortodossia e ridefinisce i canoni della profumeria liquida. Accanto alle tradizionali bacche di ginepro, Lesley Gracie introduce due ingredienti del tutto insoliti e audaci: i pregiati petali di Rosa Damascena, capaci di donare un profumo floreale, setoso e aristocratico, e i cetrioli belgi accuratamente selezionati, che regalano una freschezza vegetale, croccante e dissetante. Questa firma aromatica rivoluzionaria ha riscritto non solo la ricetta del distillato, ma lo stesso rituale del servizio nei bar di tutto il mondo, dove l'iconica guarnizione con la fetta di cetriolo fresco ha sostituito il classico limone, trasformandosi in un codice visivo immediatamente riconoscibile. Tutta questa filosofia della stravaganza e della meraviglia botanica trova la sua sublimazione nel Cabinet of Curiosities, in cui la Master Distiller sperimenta annualmente rare edizioni limitate ispirandosi agli storici diari erboristici dell'Ottocento. Il legame indissolubile con il passato si manifesta infine nella celebre bottiglia in vetro scuro opaco, esplicito tributo alle antiche boccette medicinali degli speziali vittoriani, nata per proteggere l'integrità delle essenze e per custodire un profilo nitido, profondo, gioioso e di impeccabile finezza espressiva.