Vino dal colore giallo paglierino brillante con tenui riflessi verdolini, al naso ricorda l’essenza di acacia e biancospino, i profumi freschi di agrumi come lime, pompelmo e cedro e quelli più croccanti, mela verde, cotogna, nashi, pesca bianca chiude con ricordi di frutta tropicale, fieno, camomilla, miele, burro d’alpeggio e mandorla tostata. Il sorso è morbido e appagante, la struttura verticale e decisa, l’acidità incisiva conclude su un finale dalla lunga persistenza sapida.
Chenin in purezza, assemblaggio di uve provenienti dalle diverse parcelle di proprietà, una parte su suoli di argilla sabbiosa, altri da argilla e calcare, altri ancora da argilla ricca di selce, con impianti che spaziano dai 20 anni di età fino a trovare piante di oltre un secolo. Le vigne vengono lavorate secondo i dettami dell’agricoltura biologica, quindi senza utilizzare diserbanti, fertilizzanti, pesticidi, insetticidi e fungicidi sintetici, nel rispetto della biodiversità pianta erba e altre colture di copertura tra i filari dove i terreni sono pesanti mentre nei vigneti dove i terreni sono più facilmente lavorabili ara, rivoltando leggermente il terreno sotto la vite, utilizzando la trazione animale. In cantina vengono svolti solo gli interventi necessari, fermentazione spontanea svolta da lieviti indigeni e affinamento di un anno in botti di legno di varie dimensioni.
