Le origini di Gattinara affondano in un passato lontano, probabilmente celtico e successivamente romano, come suggerisce l'ipotesi etimologica legata al termine Catuli Ara, ossia altare di Catulo, in ricordo di una vittoria militare del I secolo avanti Cristo. La posizione strategica sul fiume Sesia ha plasmato la sua storia, rendendola un importante punto di passaggio e controllo che nel Medioevo si sviluppò in un borgo fortificato, di cui ancora oggi restano tracce come la Torre delle Castelle. L'età d'oro del comune fu indubbiamente legata alla potente famiglia degli Arborio che dominò il territorio per secoli, di cui il membro più illustre fu Mercurino Arborio, gran cancelliere dell'imperatore Carlo V nel XVI secolo, la cui influenza e prestigio elevarono il nome di Gattinara in tutta Europa. La famiglia Arborio lasciò un'impronta indelebile sulla storia e sull'architettura locale, come testimoniano alcuni edifici storici che ancora oggi portano il loro nome. Successivamente, Gattinara seguì le vicende del Piemonte e dei Savoia, mantenendo una significativa rilevanza economica legata alla viticoltura, nonostante il drastico calo di produzione causato dalla fillossera sul finire del XIX secolo. I viticoltori intrapresero un paziente lavoro di ricostruzione dei vigneti, reimpiantando le viti su portainnesti resistenti per contrastare l'infestazione e questo sforzo collettivo che permise di recuperare la produzione fu riconosciuto attraverso l’ottenimento della Denominazione di Origine Controllata nel 1967, un percorso di eccellenza ulteriormente consacrato nel 1990, quando al vino è stata conferita la Denominazione di Origine Controllata e Garantita, traguardo che ne certificava l'unicità e il forte legame con il territorio.
La storia di Cantine Nervi si snoda per oltre un secolo, iniziando ufficialmente nel 1906 quando Luigi Nervi, già attivo nella vendita dei prodotti provenienti dalla vigna del padre Carlo, acquista alcuni vigneti a Gattinara, fra cui Vigna Molsino. Nel 1910, il matrimonio con Margherita Ferretti porta in dote ulteriori filari nel vigneto Valferana, ampliando così il patrimonio dell’azienda che deve il suo iniziale successo anche al cognato di Luigi, Guido Ferretti, un conciatore che contribuì a far conoscere il Nebbiolo di Gattinara commercializzando i vini di Nervi presso i suoi clienti distribuiti tra Biella e il Lago Maggiore. Nel corso del XX secolo l’azienda continuò a crescere sotto la guida di Italo Nervi, figlio di Luigi, che espanse i vigneti, ammodernò la cantina, costruendo il Podere dei Ginepri in cima al vigneto Molsino e consolidò la reputazione come uno dei migliori produttori di Gattinara, grazie allo stile di vinificazione capace di esaltazione le caratteristiche uniche del Nebbiolo cresciuto su terroir vulcanico e ricco di minerali, grazie anche all’utilizzo botti grandi, con un approccio che oggigiorno definiremmo tradizionale. La continuità familiare purtroppo si interruppe nel 1975, quando Italo Nervi scomparve senza eredi diretti, lasciando le quote aziendali a cinque parenti e due dipendenti che gestirono l’attività fino al 1991, anno in cui venne acquistata da Germano Bocciolone, imprenditore dell’industria metallurgica piemontese, a cui subentrarono, nel 2011, un gruppo di famiglie norvegesi, guidate da Erling Astrup, che coinvolse come consulente Roberto Conterno, della cantina Giacomo Conterno.
La collaborazione si intensificò, portando all’acquisizione della cantina di Gattinara da parte del famoso produttore di Barolo nel 2018: una mossa clamorosa nel mondo del vino poiché rappresentava l'unione di due giganti del Nebbiolo, quello della Langa con quello dell'Alto Piemonte. Sotto la guida di Roberto la cantina viene rinnovata: un nuovo e moderno complesso con scelte architettoniche all’avanguardia, spettacolare dal punto di vista estetico grazie alla facciata trasparente e al tetto a volte, e al contempo progettato per essere funzionale, attento all’innovazione pur mantenendo un profondo rispetto per la tradizione. I 28 ettari di vigneti, dedicati quasi totalmente al Nebbiolo, si trovano sulle denominazioni più prestigiose del comune: Molsino, Valferana, Garavoglie e Casacce, suoli vulcanici ricchi di minerali, da cui produrre vini eleganti, minerali e longevi. L'unione dei due marchi si concretizza infine nel nuovo logo Nervi-Conterno che simboleggia la fusione tra l'eredità storica di Nervi e l'esperienza enologica di Roberto Conterno con il chiaro obiettivo di preservare la tradizione e lo stile classico del primo, elevando la qualità dei vini attraverso la meticolosa attenzione ai dettagli del secondo.